Anche l'editoria ha risentito della crisi

Anche l'editoria ha risentito della crisi
23-02-2022

La recessione che ha colpito il Paese nel 2020 a causa del Covid non ha risparmiato il settore dell’editoria, che già negli anni precedenti dava segnali di crisi. 

Secondo i dati dell’Istat, nell’anno più duro della pandemia le opere pubblicate sono state pari al 2,6% in meno rispetto al 2019, e la loro tiratura complessiva è scesa del 7,2%.
 
Nel complesso, considerando il prezzo medio per libro è di 20,05 euro, il giro d’affari si è assestato sui 3 miliardi e 509 milioni

A resistere maggiormente, e anzi, ad andare in controtendenza, sono stati i micro-editori, ovvero quelli che stampano, in media, non più di 5mila copie in un anno: nel loro caso, le opere in uscita sono addirittura cresciute del 12,9%, e la tiratura del 6,6%. Si tratta di un dato in netto contrasto con quello riguardante i piccoli editori (tra 5 e 100mila copie all’anno), che hanno tagliato del 6,3% il numero delle opere mandate in libreria.

È sceso del 5,1%  il numero dei libri pubblicati dalle maggiori case editrici, quelle da di più di un milione di copie all’anno;  mentre quelle medie (100 mila-1 milione di copie) hanno mostrato stabilità. 

Il dato più interessante, però, è che a salvare parzialmente l’editoria è stata la letteratura per ragazzi, caratterizzata da un trend già in ascesa da anni. Infatti, tiratura complessiva di questo settore è  cresciuta, e non di poco, di ben il 16,5%

I libri per bambini e adolescenti, però, rappresentano una minoranza tra quelli pubblicati in Italia, il 18,7% rispetto al totale e, naturalmente, non possono bastare a rovesciare le sorti del settore. Tuttavia, possono contribuire a ridurre l’impatto non solo del Covid, ma anche delle trasformazioni strutturali che hanno messo in crisi, già da prima della pandemia, l’editoria. 

Tra queste, la crescita degli e-book. È sorprendente, considerando che i più giovani sono nativi digitali, abituati a usare tablet e smartphone fin da piccolissimi, ma l'Istat ci dice che solo il 4,7% delle opere per ragazzi sono state pubblicate anche in formato elettronico, contro l’80,1% di quelle per adulti. 

A leggere è il 41,4% degli italiani, ma viene superato il 60% tra le giovani donne
Parlare genericamente di ragazzi, forse, non è esatto. Sarebbe più preciso affermare che a sostenere l’editoria oggi siano soprattutto le ragazze: infatti, secondo l’Istat, sono le giovani donne tra gli 11 e i 24 anni a leggere di più in Italia. 

I dati sono eloquenti: in media ad avere preso in mano un libro nel 2020 sono stati il 41,4% degli italiani, ma in quel segmento di età e di genere viene superato il 60%. Il massimo, 69,2%, viene raggiunto tra le donne che hanno 18 e 19 anni. Sono molto interessate alla lettura anche quelle tra i 15 e i 17 anni (65,3%), sicuramente molto più dei coetanei. 

Tra gli adolescenti maschi della stessa età, infatti, solo il 43,7% ha letto un libro. I dati più negativi, però, sono quelli che riguardano i più anziani. Solo il 22,6% degli over 75 legge, e in questo caso, la differenza di genere è molto limitata.

Del resto, a incidere molto sulla scelta di comprare un’opera è l’istruzione. Nel 2020 il 72,6% dei laureati si è dedicato alla lettura, mentre questa percentuale crolla sotto il 30% per chi si è fermato alla licenza media o ancora prima. Sappiamo che gran parte degli italiani che appartiene alla terza età ha studiato meno della media. 

Osservando i dati Istat in una prospettiva temporale, poi, si nota che l’anno più duro della pandemia ha avuto un parziale risvolto positivo: il 41,4% di lettori rappresenta un piccolo recupero rispetto al minimo, del 40%, toccato nel 2019. Si è trattato di una crescita che è stata più significativa nel caso delle donne tra i 25 e i 34 anni, tra cui la proporzione di lettrici, già maggiore della media, è aumentata di ben il 4,8%. 

La speranza è che la ripresa includa l’editoria, e che allo stesso tempo, però, il ritorno alla vita normale non distolga dai libri coloro che vi si sono avvicinati durante i mesi di permanenza forzata in casa