Chi termina la laurea triennale dopo 12 mesi guadagna di più rispetto a chi ha conseguito quella specialistica: 1.492 euro netti i primi, 1.488 i secondi. È una delle principali novità contenute nel Rapporto annuale Almalaurea sulle condizioni economiche dei laureati, con dati che si riferiscono al 2024.
Un’altra notizia di rilievo è che, per coloro che hanno conseguito il titolo di primo livello (la triennale), il potere d’acquisto a un anno dalla laurea è riuscito a risalire oltre i livelli del 2021, dopo i colpi inferti dall’inflazione del 2022 e del 2023. Questo non è vero, però, in tutti gli altri casi. Cioè: i laureati alla triennale a 3 e 5 anni dal titolo mediamente percepiscono rispettivamente 1.664 e 1.770 euro netti al mese, meno di quanto prendeva chi era nella loro stessa condizione nel 2021, cioè 1.683 e 1.781 euro, se calcolati sempre in proporzione al potere d’acquisto. Idem per quanti escono dalla laurea specialistica, che nel 2024 guadagnavano 1.488, 1.663, e 1.847 euro netti al mese rispettivamente dopo uno, tre e cinque anni (cioè 41, 44 e 18 euro in meno rispetto al 2021).
Si tratta di una perdita di potere d’acquisto che nel caso più grave - quello del laureato alla specialistica al lavoro da un anno - arriva al 2,7%, comunque inferiore a quella subìta, (secondo il JP Salary Outlook) dall’impiegato italiano medio, del 5,8% tra 2021 e 2024. Significa che quest’ultimo, con decenni di lavoro sulle spalle, guadagna 1.863 euro netti al mese full time, solo lo 0,8% più dei laureati della specialistica a cinque anni dalla laurea (tra questi, peraltro, Almalaurea inserisce anche quanti lavorano part time).
Il gap di genere è forte già subito dopo la laurea
Laurearsi, quindi, conviene sempre, ma laurearsi in che cosa? Le differenze di retribuzione in base al percorso di studi sono molto ampie: a guadagnare di più a cinque anni dal titolo sono i laureati di secondo livello in informatica e tecnologie ICT, 2.220 euro netti al mese, mentre, sempre dopo cinque anni, chi ha ottenuto una laurea di primo livello in educazione e formazione prende mediamente solo 1.215 euro netti. Il gap è minore, ma ben visibile, anche se parliamo della retribuzione a un anno dal titolo: qui si va dai 1.171 euro al mese di chi ha studiato alla triennale educazione e formazione ai 1.783 di chi è stato iscritto alla specialistica in ingegneria industriale e dell’informazione.
È poi interessante notare come, a un anno dal conseguimento del titolo, per alcuni indirizzi di studio risultano più alte le retribuzioni di chi si è fermato alla triennale: è questo il caso degli indirizzi letterari-umanistici, giuridici e scientifici (come biologia o chimica), nonché per chi ha studiato scienze motorie, psicologia e architettura e ingegneria civile.
Un dato che accomuna quasi tutte le discipline è però il gap di genere: per ogni tipologia di laurea gli uomini guadagnano più delle donne. In media il divario arriva al 17,5% a un anno dal titolo triennale, mentre scende al 13,5% nel caso della specialistica. Rimane ampio, del 14,8% (triennale) e del 16,8% (specialistica), anche dopo cinque anni di lavoro.
A incidere molto qui è la presenza di quanti lavoravano già prima della laurea (spesso uomini) e soprattutto del part time. Se vengono considerati solo coloro che hanno cominciato un lavoro dopo il titolo universitario e solo full time, infatti, il gap di genere, a un anno dal titolo, scende al 4,9% nel caso degli studi triennali e all’8,6% per quelli specialistici.