Energia, gli italiani spendono meno grazie alla tecnologia

Energia, gli italiani spendono meno grazie alla tecnologia
11-09-2026

L’impressione è che stiamo spendendo più di prima per l’energia (elettricità, gas, carburanti) a causa dei rincari dovuti alle guerre e soprattutto al blocco dello stretto di Hormuz. È vero? Vediamo i numeri, partendo da quelli dell’Istat, che prospettano un’inflazione al 3,3% per agosto, il dato più alto degli ultimi tre anni. Ma uno sguardo di più lungo periodo restituisce un quadro un po’ diverso.

I dati di Confcommercio e Istat dicono che in termini reali, cioè considerando il potere d’acquisto del 2026, la spesa pro capite per energia, gas e carburanti è inferiore a quella di 20 o 30 anni fa. Tra gennaio e marzo 2026 è stata di 1.829 euro pro capite all’anno, più dei 1.749 del 2025 ma molto meno dei 2.043 euro del 2007 e dei 1.891 del 1995. L’aumento dei costi che si è verificato gli ultimi anni pesa perché oggi dedichiamo alle spese energetiche il 7,9% dei nostri consumi, più del 7,5% di sette anni fa, e tuttavia meno dell’8,9% del 2007 e del 9,5% del 1995.

Come mai la spesa in energia degli italiani è scesa negli ultimi 30 anni? Perché, nonostante l’aumento dei prezzi del 211,1% dal 1995 (sono più che triplicati), i consumi energetici sono diminuiti del 40,2%. Questi sono scesi perché gli italiani hanno imparato a risparmiare sull’energia (facendo meno pieni di benzina o cambiato fornitore di elettricità) o ci sono altri motivi? Il principale è che sono intervenuti progressi tecnologici che hanno permesso di realizzare prodotti sempre più orientati al risparmio energetico. Per esempio una caldaia del 2026 rende lo stesso servizio di trent’anni fa bruciando molto meno, quindi in casa si ha lo stesso caldo consumando meno energia.

Più consumi voluttuari, ma ora il caro-energia rischia di limitarli
Gran parte della riduzione dei consumi è avvenuta tra 2007 e 2019 (-35,1%), periodo durante il quale i prezzi dell’energia sono saliti del 46,2%. Ma nel post-Covid, cioè tra il 2019 e il 2026, i consumi sono scesi solo del 7,3%, mentre elettricità, gas e benzina sono rincarati del 43,3%, il doppio della media generale. Risultato? Tutto il guadagno che abbiamo accumulato nel corso dei decenni precedenti grazie alle innovazioni tecnologiche lo stiamo spendendo adesso a causa dell’aumento dei prezzi. La tecnologica non basta più a farci risparmiare.

Dove sono andati i soldi che gli italiani hanno potuto risparmiare nei decenni passati? In altri beni e servizi. In poco più di trent’anni sono saliti più della media i consumi in bar e ristoranti, +43,9% in termini reali, in viaggi e vacanze e in servizi ricreativi e culturali, +75,5% entrambi, e in apparecchiature informatiche, +43%. Per tecnologia e divertimento la spesa è aumentata nonostante prezzi cresciuti molto meno della media, quindi significa che abbiamo comprato molti oggetti hi-tech. Per i viaggi, invece, l’aumento della spesa è stato dovuto soprattutto ai rincari (+188% dal 1995), mentre nella ristorazione sono salite sia le tariffe sia le quantità acquistate.

Anche qui, però, il Covid segna uno spartiacque. Tra 2019 e 2026 la spesa in servizi ricreativi e culturali ha continuato a crescere più della media (+13,7% pro capite); viaggi e vacanze, invece hanno subìto un netto calo in volume, del 5,2%, e la spesa è salita solo a causa dei rincari (quindi non è che si viaggia di più, è che i viaggi costano di più e, quindi, si spende di più).

Ma il dato più significativo riguarda bar e ristoranti: i consumi sono diminuiti in quantità, -3,9%, e sono rimasti fermi in termini reali, -0,1%. Il caro energia di questi anni produce, quindi, un duplice effetto: fa diminuire i consumi e riduce la spesa degli italiani in beni voluttuari.