L’occupazione in Italia nel 2025: un quadro a luci e ombre

L’occupazione in Italia nel 2025: un quadro a luci e ombre
23-02-2026

Diversamente da ciò che è stato scritto, il numero degli occupati di dicembre 2025, 24 milioni 142mila persone, non è un nuovo record. In sei mesi sui dodici dell’anno scorso il numero dei lavoratori è infatti stato più alto. Significa che stiamo attraversando un periodo di rallentamento dell’occupazione. Non è un caso che il tasso di occupazione della fascia 15-64 anni sia bloccato al 62,5%, lo stesso valore del dicembre 2024 e meno di quello raggiunto, per esempio, a ottobre, 62,7%.

Se il termine di riferimento è la fine del 2024, comunque, in dodici mesi c’è stato un incremento del numero degli occupati di 62mila unità, ma è un aumento molto diseguale, visto che nel caso dei 15-24enni c’è stato al contrario un calo di 100mila unità e in quello dei 25-34enni di 10mila. Non si tratta solo dell’effetto del calo demografico: è diminuita anche la proporzione tra lavoratori e popolazione, che, per esempio, nella fascia cruciale di chi ha tra 25 e 34 anni - quando si impostano i progetti di vita - ha smesso di crescere, fissandosi a dicembre 2025 al 68,4%, due decimali meno di un anno prima.

All'estremo opposto, la fascia degli ultracinquantenni mostra un incremento di 424mila occupati in un anno, con un tasso di occupazione che nella fascia 50-64 anni è salito al 67%, l’1,6% in più in un anno. Come noto, si tratta di una crescita legata in parte all'effetto delle riforme pensionistiche e in parte all’aumento demografico di questo segmento di popolazione, che diverrà sempre più importante nel breve e medio periodo, considerando che anche chi ha tra 35 e 49 anni nel 2025 ha vissuto un brusco stop occupazionale. Gli occupati di questa età sono scesi di 236mila unità, principalmente per motivi demografici, e il loro tasso di occupazione ha smesso di crescere, fermandosi a dicembre al 77,3%, un dato alto ma inferiore al 77,6% di 12 mesi prima.

Corrono le donne, gli uomini frenano
Il dato più incoraggiante che emerge dalla fotografia Istat sul mondo del lavoro in Italia a fine 2025 è invece quello sull’occupazione femminile, che continua a crescere, di 97mila unità lo scorso anno. Ciò si traduce in un tasso di occupazione salito al 54%, un dato dello 0,6% superiore a quello del dicembre 2024, nonché di quasi 4 punti più alto rispetto a fine 2024. Al contrario c’è il segno meno nell’occupazione maschile, per cui il tasso di occupazione è sceso di mezzo punto in un anno, al 70,9%; 35mila lavoratori in meno.

Per avere il polso reale delle rilevazioni Istat sull’occupazione, progressi e arretramenti dell'Italia vanno inquadrati nel contesto europeo. Nell’Unione Europea il tasso di occupazione medio nella fascia 15-64 anni si attesta al 71,3% (75,7% per gli uomini, 66,9% per le donne).  L'Italia, con il 62,5%, resta tra i Paesi con le performance più basse, distante quasi 9 punti dalla media Ue, ma ha recuperato terreno rispetto allo scorso decennio, quando il nostro tasso di occupazione era solo del 59,4% (terzo trimestre 2019), mettendo a segno un aumento superiore a quello registrato mediamente nella Ue. È un recupero importante, che rischierebbe di essere vanificato se proseguisse quella gelata nell’occupazione di chi ha meno di 50 anni che i dati Istat di dicembre 2025 ritraggono.