Migliora la crescita mondiale nel 2026, l’Italia tocca il +0,7%

Migliora la crescita mondiale nel 2026, l’Italia tocca il +0,7%
09-02-2026

La buona notizia è che l’economia mondiale quest’anno dovrebbe crescere più del previsto. Quella meno positiva è che ciò non è vero per l’Italia. Le stime di fine gennaio del Fondo Monetario Internazionale, che aggiornano quelle dello scorso ottobre, vedono il Pil globale in aumento del 3,3% nel 2026, come nel 2024 e nel 2025, e dello 0,2% in più di quanto previsto in autunno. Di fatto vengono, almeno in parte, dissipati i timori di un rallentamento della crescita a causa dei dazi americani e delle tensioni politiche internazionali. 

A trainare questo miglioramento delle stime sono proprio gli Stati Uniti. L’economia americana, infatti, dovrebbe crescere del 2,4% quest’anno, contro il 2,1% del 2025, tre decimali in più di quanto previsto in ottobre. Tra le cause c’è il recupero, quest’anno, di quanto perso durante lo shutdown di fine 2025, ma anche il forte aumento degli investimenti tecnologici e lo stimolo fiscale verso le imprese varato nei mesi scorsi.

Sono in miglioramento anche le performance economiche dei Paesi dell’Eurozona, ma qui l’accelerazione della crescita sarà solo dello 0,1%, passando dal +1,2% previsto in ottobre al +1,3% stimato attualmente. La Germania finalmente uscirà dalla stagnazione e, grazie alla maggiore spesa pubblica e agli investimenti tecnologici, vedrà un incremento del Pil dell’1,1%. La Spagna, nonostante un rallentamento dopo il +3,5% del 2024 e il +2,9% dell’anno scorso, continuerà a battere i propri vicini, con una crescita del 2,3% nel 2026, lo 0,3% in più rispetto a quanto previsto in autunno dallo stesso Fmi.

Il commercio internazionale rallenta, ma meno del previsto
Per quanto riguarda l’Italia, la nostra economia nel 2026 crescerà meno della media dell’Area Euro. Il nostro Pil aumenterà infatti dello 0,7%, meno dello 0,8% stimato a ottobre. Certamente è una notizia negativa per la nostra economia, ma va presa con cautela, perché le revisioni delle previsioni sono state molto frequenti ultimamente. Per esempio: secondo il Fmi e i calcoli di dicembre dell’Istat, nel 2025 saremmo dovuti cresciuti dello 0,5%, ma la stima preliminare della stessa Istat di fine gennaio vede un dato più alto per lo scorso anno, un + 0,7%, grazie a numeri migliori del previsto nell’ultimo trimestre.

A contare molto, anche per l’Italia, sarà l’andamento del commercio internazionale: il Fmi vede, come ampiamente preventivato, un forte rallentamento della crescita degli scambi mondiali, in particolare tra le economie avanzate, con un aumento dell’1,9%, contro il +3% del 2025; tuttavia c’è un miglioramento rispetto alle stime di ottobre, che, per il generale pessimismo sugli effetti dei dazi americani, immaginavano un aumento del commercio solo dell’1,5%.

Le prospettive del nostro Paese dipenderanno anche dalle performance delle economie emergenti e del Sud del mondo, per cui pure è prevista un’accelerazione della crescita, con l’eccezione di Brasile e Russia. Il Pil di Cina e India salirà rispettivamente del 4,5% e del 6,4%, ovvero dello 0,3% e dello 0,2% in più di quanto calcolato solo pochi mesi fa. Rivista al rialzo al +4,6% (due decimali più di quanto stimato in ottobre) anche la crescita dell’Africa Subsahariana.

Lo scenario economico globale rimane tuttavia immerso in un clima di elevata incertezza, che potrebbe costringere a rivedere pesantemente le stime di crescita per l’anno in corso. Questo specialmente per quanto riguarda l’economia statunitense, dalla quale sono emersi diversi segnali di debolezza, al netto di dati di crescita del Pil più che positivi. Le conseguenze di un importante rallentamento dell’economia Usa sarebbero significative anche per l’Europa.