L’anno scorso la nostra industria turistica ha continuato a vedere il segno più, con un incremento delle presenze (ovvero delle notti trascorse) complessive del 2,3%. E le sorprese non mancano. L’aumento delle notti passate in Italia coincide con un calo dello 0,9% degli arrivi; vuol dire che ognuno di coloro che hanno scelto l’Italia ha trascorso mediamente più giorni (e più notti) rispetto al 2024, un dato in controtendenza rispetto a quanto accaduto degli ultimi anni.
Questo vale sia per gli stranieri che per gli italiani, anche se, va sottolineato, i numeri dei residenti hanno visto un andamento maggiormente negativo. Gli arrivi degli italiani sono scesi del 3,5%, confermando in questo caso una tendenza di lungo periodo, mentre le presenze sono rimaste pressoché stagnanti, con un piccolo calo da 212 milioni e 209 mila a 212 milioni e 112 mila notti.
Come ormai accade da tempo, a salvare il settore sono stati i turisti stranieri, ormai stabilmente più numerosi degli autoctoni. Ecco i dati: 74 milioni e 968 mila arrivi (l’1,4% in più rispetto al 2024) e 264 milioni e 741 mila presenze (in crescita del 4,3% sull’anno precedente). Quest’ultimo numero è il risultato di ottimi dati in alcuni mesi del 2025, come aprile e giugno. In questi due casi le notti trascorse in Italia dagli stranieri sono cresciute rispettivamente dell’11% e del 20,6%, complice una Pasqua più tardiva rispetto al 2024, che ha anche spostato da maggio a giugno ricorrenze come Pentecoste e Corpus Domini (che sono festività in alcuni Paesi, come Francia e Germania). Un importante segno più ha caratterizzato anche l’estate, in particolare luglio, mese di picco per le presenze straniere, +5,6%, e settembre, +5,5%.
La distribuzione delle vacanze degli italiani è ancora più concentrata rispetto agli stranieri e le presenze di agosto, per esempio, sono quasi il doppio (45,5 milioni) di quelle di giugno (23,9 milioni). Ecco perché la riduzione dell’1% delle notti di villeggiatura dei residenti proprio in quel mese, agosto, ha influito moltissimo sul dato finale. Non sono bastati a compensare questo risultato negativo il +18,2% di maggio, per il ponte più favorevole (il 1° maggio è stato di giovedì), né i timidissimi aumenti, dello 0,2% e dello 0,6%, di luglio a settembre, anche perché febbraio, marzo, aprile, giugno e novembre hanno a loro volta visto dei cali.
C’è un altro elemento che ha caratterizzato il turismo in Italia nel 2025: la crescita, ancora una volta, delle notti trascorse negli alloggi extra-alberghieri, quindi soprattutto in affitti brevi, nonostante questo mercato stia dando segni di stanchezza, con un calo del 7% delle case disponibili nel 2025 rispetto all’anno prima.
Le presenze in questo caso hanno visto un incremento del 3,6%, contro il +1,4% degli alberghi. L’aumento per gli esercizi extra-alberghieri ha raggiunto il 5% tra gli stranieri, ma è stato visibile (+1,4%) anche tra gli italiani. Al contrario, nel caso delle notti trascorse in hotel la contrazione delle presenze dei residenti è piuttosto netta, dell’1,1%
Curiosamente, non è d’estate che le presenze presso b&b hanno visto l’aumento maggiore. Anzi, in luglio e agosto l’incremento è stato minore di quello verificatosi per gli hotel, mentre è stato forte in aprile (+12,6% le notti complessive in esercizi extra-alberghieri e +2,7% quelle negli alberghi) e dicembre (+13,2% e +3,6%). Un ulteriore segno del ruolo degli affitti brevi, che diventa sempre più preponderante proprio per i weekend fuori porta e i ponti.